Acidi grassi omega-3 e il sistema immunologico

Gli acidi grassi omega-3 hanno oggi un effetto praticamente onnicomprensivo sul nostro organismo. Si trovano nella membrana di ogni nostra cellula, comprese quelle del sistema immunitario, e regolano la fluidità della membrana, prevenendo l'aggregazione delle piastrine, regolano il livello dei trigliceridi, influenzano la funzionalità del cervello, della vista e del cuore, hanno anche un'azione fortemente anti-infiammatoria, il che significa che agiscono direttamente sul nostro sistema immunitario.

Acidi grassi omega-3 e il sistema immunologico

Il sistema immunitario deve funzionare in modo ottimale per proteggerci dagli organismi patogeni, ma allo stesso tempo deve anche prevenire i processi infiammatori che possono essere il risultato della loro penetrazione. Metaboliti importanti per la regolazione immunitaria derivano dagli acidi grassi omega-3 (α-linolenico, EPA e DHA) e si dividono in:

  • Prostaglandine

  • Leucotrieni

  • Trombossani

  • Maresine

  • Protektine

  • Risolvine

Gli acidi grassi omega-3 agiscono sia sul sistema immunitario innato che su quello acquisito. Ci sono diversi meccanismi attraverso i quali gli acidi grassi omega-3 influenzano tutte le singole cellule all’interno di ciascun gruppo:

– Macrofagi: producono e secernono citochine e chemochine per consentire alle altre cellule immunitarie di raggiungere più rapidamente il sito di penetrazione del patogeno; migliorano la capacità di fagocitosi e la polarizzazione verso macrofagi attivati classici o alternativi.

– Neutrofili: migliorano la migrazione dei neutrofili, la capacità di fagocitosi, la produzione di specie reattive dell’ossigeno, che hanno un potenziale antimicrobico, e di citochine.

– Linfociti T: prevengono la differenziazione delle cellule CD4+ in cellule Th1, sopprimono la secrezione di IFN-γ, IL-17 e IL-2 da parte delle cellule CD4+ T e la secrezione di TNF-α, IFN-γ e IL-2 da parte delle cellule CD8+ T, rallentano la differenziazione e l’attivazione delle cellule Th17 e IL-17.

– Cellule B: EPA e DHA aumentano la produzione di anticorpi IgM nelle cellule B aumentando il numero di cellule che producono anticorpi.

– Mastociti: riducono l’attivazione mediata da IgE dei mastociti e possono ridurre la gravità delle malattie associate ai mastociti come allergie o dermatite atopica.

– Eosinofili e basofili: riducono l’attivazione e l’infiltrazione.

Il rapporto tra l’assunzione di acidi grassi omega-6 e omega-3 è significativamente cambiato confrontando l’era preistorica con l’attualità. Un tempo, il rapporto era di 2:1, oggi può arrivare fino a 15:1 a favore degli acidi grassi omega-6, che principalmente producono mediatori che agiscono in modo infiammatorio. Questo è sicuramente uno dei motivi per cui oggi si manifestano sempre più malattie croniche non infettive, malattie autoimmuni e altre malattie di cui soffre l’uomo contemporaneo. Integrando l’olio di pesce possiamo aumentare rapidamente ed efficacemente l’assunzione degli acidi grassi omega-3 nella nostra dieta e aiutare a regolare il rapporto sfavorevole degli acidi grassi polinsaturi.

Wiley’s Finest offre una vasta gamma di formulazioni di alta qualità, adatte a diverse esigenze e gruppi. Il loro prodotto di punta, Wild Alaskan Fish Oil Peak Omega-3, è un vero tesoro del nord liquido. In una dose giornaliera raccomandata di 5 mL contiene addirittura 1400 mg di EPA e 900 mg di DHA, una concentrazione che garantisce un rapido aumento dell’assunzione degli acidi grassi omega-3 e un’azione potente sull’organismo. Il piacevole aroma di limone fresco è un ulteriore vantaggio di questa formulazione.

Per coloro che non sopportano la consistenza dell’olio di pesce in bocca, Wiley’s Finest ha preparato una formulazione in capsule, Wild Alaskan Fish Oil Peak EPA. Assumendo una capsula ci assicuriamo un’assunzione di addirittura 1000 mg di EPA e DHA, in un rapporto di 3:1.


Letteratura:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6834330/

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